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Fattura Elettronica: cos’è e come funziona

 

 

LAVORI CON I TEATRI?
ORA CI VUOLE LA FATTURA ELETTRONICA

a cura di Giovanni Scoz

Dedichiamo questo promemoria agli artisti professionisti italiani (mi riferisco al profilo fiscale) cioè quei soggetti che hanno una partita iva italiana e che espletano la loro attività a favore di Teatri, Conservatori, Scuole statali, Università, Comuni, Regioni, Province, Fondazioni, Enti Lirici, Camere di Commercio, eccetera. Come è noto, dal 1 Aprile 2015, su tali soggetti cade un nuovo obbligo: quello dell’emissione della FATTURA ELETTRONICA. In sintesi, si tratta di inviare la fattura in un nuovo formato “elettronico” (FatturaPA). Da qualche giorno quindi i vari Teatri, Conservatori, Fondazioni eccetera vi segnaleranno che la fattura cartacea non è più valida e vi inviteranno a produrre la fattura nel nuovo formato. Ricordiamo infatti che le predette Amministrazioni non possono più accettare le fatture che non siano trasmesse nel formato elettronico e attraverso un nuovo sistema di spedizione (il Sistema di interscambio). Ancor peggio, le Amministrazioni non potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, sino all’invio delle fatture secondo il nuovo formato.

FATTURA ELETTRONICA
Per produrre ed inviare la fattura elettronica, ci sono due possibilità:
a) Attrezzarsi per produrre e spedire la fattura direttamente;
b) Rivolgersi ad un provider di servizi esterno (o al proprio commercialista) e delegare lo specifico adempimento.

La prima soluzione, sinceramente, la sconsiglio perché inutilmente macchinosa e, in alcuni casi, piuttosto costosa. Si può comunque scaricare dal sito www.fatturapa.gov.it un software
appositamente predisposto e imparare a gestire le varie problematiche che però non sono poche: si tratta infatti di predisporre la fattura (in excel o in pdf), di trasformarla in un nuovo formato (Xml PA), di applicare poi la firma del documento (utilizzando una smart card) per poi inviarla al vostro committente attraverso la posta certificata, ad un indirizzo specifico. Occorrerrà infine conservare il documento per i prossimi dieci anni, sempre nel formato elettronico. È possibile chiedere anche aiuto al numero verde 800 299 940, ma chi non ha dimestichezza di problematiche informatiche (firma digitale, posta certificata, trasformazione di file, eccetera) entra in un ginepraio di piccole complicazioni operative. Un’alternativa potrebbe essere quella di acquistare un apposito software (al momento ne esistono diversi sul mercato) che semplificano i vari passaggi. Questa possibilità però potrebbe essere consigliabile solo per chi emette grandi volumi di fatture in quanto l’acquisto del software e il canone annuale di aggiornamento farebbe spendere qualche centinaia di euro all’anno. In entrambi i casi sarà comunque necessario comprendere il corretto funzionamento del programmino e impratichirsi delle varie modalità operative per redigere, trasformare, firmare e spedire le fatture elettroniche secondo i formati e le dimensioni richiesti (inferiori a 5Mb). Diciamo
quindi che la soluzione è tecnicamente possibile ma è sconsigliabile, soprattutto per chi non è un mago del computer e chi non gradisce passare qualche sera a driblare le varie problematiche operative e a leggere decine di pagine di istruzioni (piuttosto incomprensibili ai neofiti).

La seconda soluzione, quella di affidarsi ad un provider di servizi esterno, è l’alternativa che consiglio. Si tratta in pratica di rivolgersi al proprio commercialista che potrà espletare direttamente o (più probabilmente) indirettamente (attraverso un provider di servizi esterno) il predetto adempimento. In questo periodo infatti molte società hanno implementato i loro servizi, introducendo anche la fornitura e la spedizione della fattura in formato elettronico. Ne esistono diversi sul mercato e si possono trovare facilmente su internet. I costi si aggirano dai 10/15 euro (+ iva) in su, per ogni fattura spedita. Alcune società offrono dei “pacchetti prepagati di 50 o più fatture (per esempio) che rendono agevole e poco costoso ottemperare a questo adempimento. Per esempio vi è il sito Aruba (docFly fatturazione PA) che al momento propone un’attivazione gratuita per il primo anno (entro il 31 maggio) e un costo annuale (per il rinnovo) di 25€ all’anno. Occorre però preliminarmente dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (sottoscrivibile appunto con Aruba, che però ha un costo di qualche decina di euro all’anno, utile comunque per diversi altri adempimenti). Anche il sito Digitera prevede l’acquisto di pacchetti di 50 fatture (al costo però di 250 €). Con questa piattaforma per esempio è possibile inviare la fattura cartacea, mentre tutti gli altri adempimenti saranno da loro svolti. Esistono anche altri siti che permettono la compilazione
diretta “on linea” della vostra fattura e l’invio diretto. Si tratta in pratica di ri digitare gli elementi essenziali della fattura (cachet lordo, ritenuta di acconto, iva, trattenuta Inps Ex Enpals, netto da liquidare). Il costo per questo servizio è di circa 25 € per la predisposizione e l’invio di 50 fatture.

Ci sono sul mercato, molte offerte. Dopo aver analizzato diversi siti, il nostro Studio (www.scoz.it) ha scelto di avvalersi della piattaforma www.studiowebraso.it predisposta dal fondatore del sito EDUmus.com (sito che raccomandiamo di visitare periodicamente in quanto segnala, tra l’altro le varie audizioni in calendario e fornisce una valida panoramica del nostro settore). Questa piattaforma propone, per quanto riguarda l’emissione della fattura elettronica, un Servizio “tutto compreso”, senza costi fissi, a 7 € per ogni singola fattura emessa (pacchetto prepagato per 4 invi).

Ritengo che questo sito sia molto ben fatto, con personale molto qualificato (essendo del nostro settore specifico, hanno quindi già affrontato e risolte le peculiarità del nostro sistema previdenziale (Inps ex Enpals), oltre ad essere veloce e puntuale.

CONCLUSIONI:
Sicuramente, come tutte le varie innovazioni informatiche, la fase iniziale sarà quella più ostica.
Sicuramente nelle prossime settimane, una volta collaudata la procedura scelta e firmato le diverse pagine (indispensabili per delegare il soggetto ad espletare per vostro conto la predetta pratica) tutto sarà svolto più agevolmente.
Certo è che questa innovazione, imposta nello spirito della semplificazione amministrativa porterà dei vantaggi solo agli enti pubblici (qualcuno ha stimato un risparmio di oltre un miliardo di euro per l’intera amministrazione) mentre per gli operatori del settore (artisti) comporterà, nel migliore dei casi, una piccola spesa aggiuntiva (per ogni fattura da emettere) oltre a qualche supplementare “brivido” (non solo ricordando la performance artistica) per l’emissione della fattura nel nuovo formato.

DETTAGLI E PARTICOLARI:
Concludiamo il presente promemoria ricordando alcuni dettagli tecnici.
1) le fatture emesse alla pubblica amministrazione dovranno essere numerate con una numerazione autonoma, identificata dal suffisso PA (pubblica amministrazione). Per esempio, la vostra prima fattura emessa con la nuova procedura dovrà riportare il numero fattura n. PA/01
2) Potrebbe essere utile ricordare che l’anno prossimo la numerazione rimarrà invariata nel
tempo, cioè non ricomincerà da PA/01 2016 ma continuerà con quella inaugurata nel 2015;
3) Nelle predette fatture occorrerà indicare obbligatoriamente, oltre ai dati del committente
(Teatro X, Codice Fiscale, Partita iva, Indirizzo, eccetera) anche il nuovo riferimento
identificativo (specifico ed univoco) dettaglio che vi sarà data dal Teatro oppure
recuperabile dal sito indice.pa.gov.it. indispensabile per non avere lo scarto della fattura.
4) La fattura elettronica sarà instradata (trasmessa) mediante il SDi (sistema integrato di
interscambio) reso disponibile da Sogei Spa;
5) Esito dell’invio: sono possibili solo due esiti. Accettazione o rifiuto;
6) Decorrenza dei termini, significa che l’amministrazione ha 15 giorni di tempo per inviare
l’esito.
7) Il soggetto che si fa carico di inviare la fattura ha anche il compito di conservarla per dieci anni. Anche per questa ragione, affidarsi ad un provider di servizi esterni è utile, cosi che spetterà a loro archiviare il documento per questo lungo periodo.
8) Per i soggetti che spiccano le fatture senza iva (come chi fruisce del Regime dei Minimi o
del nuovo regime Forfettario 2015) dovrà assolvere l’imposta di bollo con una nuova modalità (non potendo più applicare la marca da bollo sul documento, che non è più cartaceo). Si tratta di un pagamento virtuale, mediante cioè un modello F24, che dovrà essere pagato a consuntivo entro il 30 aprile dell’ anno successivo.

 

fonte: www.cantoriproitalia.it




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