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Nel nome di Bach

Prosegue il progetto di salvataggio dell'orchestra di strumenti d'epoca La Petite Band con la traduzione in più lingue del volume che Sigiswald Kuijken ha dedicato al compositore di Eisenach

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di Massimo Rolando Zegna Una storia gloriosa e un promotore illustre, Gustav Leonhardt, uno dei profeti di quel movimento culturale (l'esecuzione delle composizioni del passato secondo una prassi filologica, o come si dice oggi, "storicamente informata") che ha cambiato la storia dell'interpretazione musicale: e non solo pre-classica. La Petite Bande è un pezzo della storia e del presente culturale mondiale che ha rischiato e rischia di andare in frantumi. Si parla e si scrive di Palmira che viene arto per arto mutilata, disintegrata; si parla e si scrive del balordo di turno che offende qualche capolavoro mal protetto da amministrazioni non all'altezza o peggio volutamente indifferenti: ma mettere in pericolo La Petite Bande non è un po' lo stesso? Il fondamentalismo, quello dell'ignoranza, è qui tra noi, più che mai: e non sempre ciò è obbligatoriamente per colpa degli "altri". Tutt'altro. Per gli "altri" è più facile lavorare quando ci sono "territori" dimenticati, abbandonati, umiliati. L'orchestra di strumenti d'epoca La Petite Bande fu fondata nel 1972 dal violinista e direttore Sigiswald Kuijken su richiesta della casa discografica Deutsche Harmonia Mundi per poter permettere di registrare, sotto la direzione di Leonhardt, le musiche composte da Jean-Baptiste Lully per Le Bourgeois gentilhomme (1670) di Molière. Fu l'inizio di un'avventura entusiasmante e importante vissuta nel segno del gusto, della storia, del bello, dell'arte, di una rigorosa ricerca dei modi più pertinenti di eseguire la musica del passato. Testimonianza ai giovani, ai posteri, a chi già non si ricorda più e a chi non ha mai saputo di quanto ha fin qui fatto la formazione belga (oggi ha sede a Leuven) è una discografia che forse ormai si può chiamare monumentale: a partire dal progetto di esecuzione e registrazione a parti reali delle Cantate sacre di Johann Sebastian Bach. Nel 2009 e poi ancora nel 2012 la Petite Bande lanciò attraverso il web una petizione per sensibilizzare l'opinione pubblica intorno al rischio di chiusura della sua attività: conseguenza del mancato rinnovo del sostegno finanziario fino a quel momento erogato dal ministero della cultura del governo fiammingo attraverso le amministrazioni della Comunità fiamminga del Belgio e della Provincia del Brabante Fiammingo. Ogni mondo è paese, come si dice. Il web rispose (20.000 firme giunte da tutto il pianeta), ma il sostegno finanziario proseguì solo fino al primo gennaio 2013, non oltre, per ragioni che lo stesso Kuijken oggi dichiara di non comprendere ancora, essendo, La Petite bande, l'unica orchestra belga a subire questo provvedimento in tale misura. La questione finanziaria si pose subito e con essa il bisogno di raccogliere fondi per proseguire l'attività. Questa ha continuato fino ad oggi, anche grazie all'aiuto di un gruppo di sostenitori che si sono radunati davanti all'appello dell'orchestra. Le modalità per partecipare le si può trovare sul sito della Petite Bande (http://www.lapetitebande.be). Nel progetto di salvataggio dell'orchestra rientra adesso anche il volume su Bach scritto da Kuijken: è acquistabile solo ed esclusivamente attraverso il sito della formazione belga ed è inviato in omaggio ai sostenitori. Alla versione originale in lingua olandese, si stanno affiancando un po' per volta anche le traduzioni in francese, inglese, tedesco, italiano, giapponese e spagnolo.

Fonte: www.amadeusonline.net



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